Il bambù batte il cemento: perché le isole resilienti meritano il tuo viaggio
Un'isola delle Filippine combatte le inondazioni con bambù e gusci di ostrica, non con il cemento. Chi ama le coste deve saper distinguere l'adattamento vero dalla scenografia.
Immagine generata con l'IA
E se la cosa più interessante che un'isola può offrire a un viaggiatore non fosse una spiaggia, ma una risposta intelligente al mare? La domanda suona leziosa, finché non guardi cosa succede nelle Filippine, dove una comunità ha smesso di puntare sul cemento e ha iniziato a puntare sul bambù.
L'isola è Pamarawan, nella baia di Manila. Come ha riferito l'AFP da Malolos, per anni gli abitanti hanno rialzato le case con strati di cemento per far fronte alle inondazioni, ma l'acqua continuava ad arrivare. Hanno quindi adottato un metodo meno convenzionale: una barriera di bambù e conchiglie. Altre cronache descrivono trappole per i sedimenti in bambù e gusci di ostrica usati al posto dei muri di cemento, e un servizio di Ecoinventos racconta che l'acqua invade con regolarità strade e case a causa dell'innalzamento del livello del mare, dell'abbassamento del suolo e dei tifoni.
Il mare non è un problema su cui si possa gettare una colata di cemento
La prima lezione è quasi imbarazzante da quanto è semplice: gli isolani hanno fatto prima la cosa «sensata». Hanno sollevato le case con il cemento, strato dopo strato, e si sentivano comunque minacciati. A nostro avviso è la storia dello sviluppo costiero in miniatura. Il cemento sembra azione perché si vede, si tocca e si fotografa. E tende a curare il sintomo, cioè l'acqua in salotto, non la causa.
La causa, secondo le cronache, è doppia: il mare sale e il suolo sprofonda. Lo stesso schema compare altrove nel Paese. Sull'isola di Pugad, sempre nelle Filippine, un ricercatore citato da El Debate definisce «allarmante» la subsidenza del terreno, provocata dall'eccessivo pompaggio delle acque sotterranee e aggravata dall'innalzamento del livello del mare legato al riscaldamento. I servizi su Pugad aggiungono che il livello del mare nelle Filippine sale tre volte più in fretta della media globale. A livello mondiale, secondo Eumetsat, il livello medio del mare è salito di oltre 11,5 centimetri dal 1992, e il ritmo sta accelerando. Un muro costruito per la marea di ieri sembra una brutta scommessa.
Le barriere morbide fanno luoghi migliori e, crediamo, viaggi migliori
Qui ci distacchiamo un po' dalla tesi ordinata secondo cui «difese naturali uguale destinazione da visitare». Le cronache di cui disponiamo parlano di bambù e gusci di ostrica, non di mangrovie, e non presentano Pamarawan come meta turistica. Sarebbe disonesto venderla come tale. Non sappiamo nulla sull'accesso dei visitatori, sull'alloggio o se i forestieri siano nemmeno benvenuti: nessuno dovrebbe quindi fare la valigia per questo.
Ma il principio è esportabile. Una costa difesa da materiale vivo o biodegradabile di solito sembra una costa: con una sua trama, irregolare, viva. Una costa difesa da una lastra grigia sembra un'infrastruttura. I viaggiatori raramente attraversano un oceano per ammirare un'infrastruttura. Crediamo che i luoghi capaci di far sembrare ancora una costa il loro bordo d'acqua, proteggendo al tempo stesso chi ci vive, saranno quelli che invecchieranno meglio come destinazioni.
C'è anche un argomento umano. Le cronache descrivono abitanti che scelgono un'altra strada dopo che il cemento li ha delusi, non un piano calato dall'alto. Le comunità che si adattano alle proprie condizioni sono spesso, per quanto abbiamo letto in storie come questa, quelle la cui cultura è ancora intatta quando arrivi. È la qualità che i viaggiatori dicono di volere, l'«autenticità», e si trova raramente in un resort circondato da barriere frangiflutti.
Come premiarlo senza improvvisarsi esperti
Prima di tutto, sii scettico. Molte destinazioni presto pubblicizzeranno coste «basate sulla natura» perché la formula vende. La storia di Pamarawan è un buon metro: la prova è che i vicini, secondo Ecoinventos, notano già la differenza, un test migliore di qualsiasi brochure. Aggiungiamo una cautela nostra: i primi risultati di una sola isola non sono un verdetto sul metodo, e le cronache non dicono quanto reggerà la barriera né come se la caverà con un forte tifone.
Quindi cosa deve fare chi viaggia? Chiedere prima di prenotare. La struttura o il paese spiega come affronta le inondazioni? La risposta è più di un muro nuovo? Scegli operatori che parlano apertamente di erosione e mareggiate, spendi sul posto e visita in modo da non aumentare la pressione su coste fragili. E non considerare la resilienza una voce da spuntare: è il segno di un luogo che presta attenzione.
Il nostro verdetto: le isole da premiare non sono quelle con i muri più alti, ma quelle con il rapporto più onesto con l'acqua. Pamarawan, con il suo bambù e i suoi gusci, non è una proposta di vacanza. È qualcosa di più utile: un segnale di come si presenta una buona adattamento costiero e un parametro a cui misurare ogni destinazione sul mare, dalla baia di Manila fino a dove ti porterà il prossimo viaggio.
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