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Redazione Tripsfera
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Il Cortile di Giulietta dimostra che la folla va gestita, non vietata

Il sistema di prenotazione online di Verona ha registrato quasi 600.000 ingressi in sei mesi e, secondo il Comune, ha posto fine alla ressa. Un modello per le icone ovunque, ma il balcone non dev'essere tutto il tuo viaggio.

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30 ottobre 2026
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Foto: Dominic Schwöbel / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

Può una trappola per turisti migliorare diventando ancora più affollata? A Verona, a quanto pare, sì. Uno dei luoghi più iconici della città continua ad attirare numeri enormi e, secondo il Comune stesso, ha molte meno delle scene che lo facevano somigliare a una calca con una statua nel mezzo.

Ecco i numeri. Secondo i dati diffusi dal Comune e riportati da VeronaSera, il Cortile e la Casa di Giulietta hanno registrato 586.742 ingressi da aprile a settembre. L'accesso passa ora dal Teatro Nuovo, con prenotazione online per il cortile, che ora è a pagamento, e per la casa con il celebre balcone. Il Comune dice che la vecchia ressa sotto la statua e le code lungo via Cappello fino a piazza Erbe sono un ricordo del passato. In piena estate la media è stata di oltre 3.400 visitatori al giorno. In passato si poteva arrivare a 8.000.

La lezione è l'imbuto, non la recinzione

I dibattiti sull'overtourism oscillano spesso tra due risposte sbagliate: stringersi nelle spalle e lasciare che la folla si arrangi, oppure vietare l'accesso. Verona ne ha scelta una terza. Non ha escluso nessuno. Ha cambiato la porta. La prenotazione distribuisce gli arrivi nell'arco della giornata e della settimana, e l'ingresso trasforma una tappa fotografica caotica in un percorso con un inizio e una fine.

Crediamo che sia l'idea più esportabile di tutta la vicenda. Una folla è un problema di organizzazione prima di essere un problema morale. Quando 8.000 persone convergono in un vicolo senza alcuna struttura, il pericolo è reale: il servizio di VeronaSera parla di situazioni di grave rischio per visitatori e passanti. Quando lo stesso interesse viene incanalato, diventa gestibile. L'assessora alla Cultura Marta Ugolini sostiene che la soluzione ha migliorato notevolmente la sicurezza sia dentro il cortile sia in via Cappello.

C'è anche un bonus silenzioso. Come riassume Giornale Adige, la casa ha visto un aumento del 50% dei visitatori, che il servizio di VeronaSera misura rispetto allo stesso periodo del 2022. Il servizio aggiunge che più persone scelgono di fermarsi invece di scattare e andare via. È la lettura che il Comune dà dei propri risultati e la prenderemmo con una certa cautela. Ma si accorda con ciò che un buon ingresso dovrebbe fare: farti rallentare.

Non cantiamo vittoria: la soluzione è parziale e i soldi contano

Le stesse autorità ammettono che il problema non è risolto. Ugolini dice che la situazione in via Cappello non è del tutto risolta, perché i gruppi si fermano davanti all'uscita per fotografare l'interno, ignorando i cartelli. Si parla di rimedi in arrivo. Le ore di punta restano dalle 11 alle 15, e il Comune suggerisce altre fasce orarie.

Poi c'è l'incasso. Il cortile ora è a pagamento e il Comune dice che questo permetterà di investire nella ristrutturazione della casa, a cominciare dal comfort termico, dopo che i piani superiori hanno dovuto chiudere temporaneamente per il caldo estivo. Il presidente del Teatro Nuovo, Zeno Poggi, afferma che i fondi saranno reinvestiti nell'attività teatrale a Verona. Un accordo pubblico-privato come questo può funzionare. Merita però anche un esame attento: chi decide come vengono spesi i soldi e l'esperienza giustifica il biglietto? Seguiremmo queste risposte più da vicino del numero degli ingressi.

La nostra lettura: i vincitori sono i residenti delle strade circostanti e chi prenota in anticipo. Gli sconfitti sono chi arriva all'improvviso e il visitatore che vuole una foto gratis con la statua. È un compromesso reale e si può legittimamente non apprezzarlo. Ma lo preferiamo comunque all'alternativa.

Prenota il tuo orario, poi allontanati dal balcone

Ecco la parte scomoda. Il balcone è un celebre oggetto di scena legato a una storia di finzione. I piani del Comune per nuovi contenuti culturali legati sia a Shakespeare sia alla storia di Verona lasciano intendere che sa che il luogo funziona meglio come porta d'accesso a qualcosa di più grande.

Il nostro consiglio è quindi semplice. Se vuoi vedere il cortile, prenota online ed evita la fascia dalle 11 alle 15, se i tuoi programmi lo permettono. Dedicagli un'ora, non una mattinata. Poi trascorri il resto del tuo tempo a Verona nella città che lo circonda, tra vie e piazze, invece di considerare il balcone come la destinazione. Il percorso dal Teatro Nuovo è un bel tocco: secondo Poggi, i visitatori ora possono vedere il palcoscenico in attività, con le scenografie e a volte le prove.

Il verdetto: Verona ha dato al turismo di massa un modello utile che altre icone dovrebbero copiare. Basta ricordare che una buona gestione della folla rende sopportabile un monumento. Non ne fa la cosa migliore della città.

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