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Redazione Tripsfera
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Le chiusure di Tayrona dovrebbero essere il modello per far riposare i parchi fragili

Il Tayrona, in Colombia, chiude per 15 giorni tre volte l'anno. È un fastidio per i viaggiatori, ma è proprio l'abitudine che più luoghi fragili dovrebbero adottare.

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24 ottobre 2026
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Foto: Jorge Láscar from Australia / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

E se la cosa più responsabile che un parco famoso possa fare fosse chiudere i cancelli in date fisse, senza chiedere scusa? Il Parco nazionale Tayrona, in Colombia, fa esattamente questo, e crediamo che il resto del mondo dovrebbe prendere appunti invece di lamentarsi del disagio.

Il parco, sulla costa caraibica vicino a Santa Marta, è chiuso ai visitatori dal 19 ottobre al 2 novembre 2026 e riapre il 3 novembre. Sono sospesi anche i servizi di ecoturismo. È l'ultima delle tre chiusure programmate di 15 giorni quest'anno, nell'ambito della campagna #RespiraTayrona, dopo quelle dall'1 al 15 febbraio e dall'1 al 15 giugno. Nascono da accordi tra l'agenzia nazionale dei parchi e i popoli arhuaco, kogui, wiwa e kankuamo della Sierra Nevada de Santa Marta.

Un riposo programmato vale più di una chiusura d'emergenza

Non tutte le chiusure del Tayrona sono uguali, e questo contrasto è il nostro argomento migliore. A febbraio il parco è rimasto chiuso dal 17 febbraio al 4 marzo per rischi per la sicurezza pubblica, senza una data chiara di riapertura all'inizio. Sacred Treks descrive quell'episodio come una crisi di sicurezza: l'agenzia dei parchi citava minacce crescenti, pochi giorni dopo un'operazione contro costruzioni non autorizzate all'interno del parco.

Confrontalo con la pausa di ottobre. Le date sono concordate in anticipo con i popoli per cui questa terra è sacra e si ripetono ogni anno. A nostro avviso, questo la rende molto meno dirompente. La nostra opinione: la prevedibilità è il punto centrale. Una chiusura su cui puoi organizzarti è un piccolo problema di calendario. Una su cui non puoi è una crisi. I luoghi fragili dovrebbero scegliere la prima prima di essere costretti alla seconda.

Il riposo è per la terra e per chi la considera sacra

L'obiezione abituale è che vietare le visite sia una perdita. Noi sosteniamo che sia manutenzione. Secondo operatori turistici come Expotur e Wiwa Tours, la pausa permette a spiagge, sentieri e barriere coralline di riprendersi dalla pressione dei visitatori, dà alla fauna lo spazio per nidificare e spostarsi e apre una finestra per monitoraggio e riparazioni. Per questa edizione, Parques Nacionales e l'agenzia regionale Corpamag prevedono lavori di pulizia e ripristino su spiagge e altri ecosistemi, secondo il quotidiano di Santa Marta El Callejero.

C'è anche una ragione culturale che i commenti sul turismo spesso trascurano. La chiusura cade durante il Nabbatashi, un periodo del calendario dei quattro popoli dedicato al lavoro spirituale nei luoghi sacri, comprese le offerte note come pagamentos. Facciamo fatica a definirlo un costo. Che un parco intitolato alla civiltà tairona chiuda perché i suoi discendenti viventi possano lavorare in pace è probabilmente la cosa più onesta che una destinazione turistica possa fare. I visitatori sono ospiti nel territorio ancestrale di altri, e gli ospiti rispettano le regole di casa.

Una precisazione: dalla documentazione non possiamo verificare quanto recupero questi 15 giorni garantiscano davvero. Gli operatori che vendono viaggi al Tayrona promuovono anche le chiusure, quindi parte dell'entusiasmo potrebbe essere interessata. L'argomento a favore del riposo è convincente, ma lo sarebbe di più con risultati di monitoraggio pubblicati.

Organizzati e sfrutta l'intervallo

Per i viaggiatori la risposta pratica è noiosa ed efficace. Controlla il calendario ufficiale prima di prenotare i voli. Non costruire un viaggio attorno a una finestra di chiusura e verifica di nuovo la settimana della partenza, perché possono aggiungersi chiusure temporanee extra per motivi meteorologici, operativi o di sicurezza. Il parco, inoltre, vende i biglietti ogni giorno all'ingresso, senza prenotazione anticipata, quindi confermare lo stato prima conta più del solito.

Se le tue date coincidono con una chiusura, prendila come un invito a vedere altro. Gli operatori suggeriscono Minca, con montagne, cascate e piantagioni di caffè, oppure i paesaggi desertici di Punta Gallinas e Cabo de la Vela, nella Guajira. Sono consigli commerciali, ma la logica regge: i Caraibi colombiani sono più grandi di un solo parco, e distribuire i visitatori è di per sé uno strumento di conservazione.

Il nostro verdetto

I periodi di riposo del Tayrona non sono un difetto dell'esperienza del visitatore. Sono l'esperienza del visitatore, protetta. Ci piacerebbe vedere più parchi molto visitati ed ecologicamente delicati adottare una pausa fissa, annunciata e radicata nella cultura locale, idealmente con risultati pubblici in seguito. Se speravi di essere su quelle spiagge prima del 3 novembre, arrabbiati pure per un giorno. Poi riprenota per dopo la riapertura e arriva sapendo che il luogo ha avuto la possibilità di respirare.

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