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Redazione Tripsfera
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Il nuovo status di parco nazionale di Chiricahua richiede fondi, non fanfare

Il 64º parco nazionale, in Arizona, cambia un nome, non un paesaggio. Che sia un regalo o un ingorgo dipende da cosa accade prima dell'arrivo dei visitatori.

Pubblicato
2 novembre 2026
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Foto: dconvertini / Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0)

Che cosa fa un nuovo nome a un luogo in cui non è cambiato nemmeno un masso? Parecchio, a quanto pare. L'etichetta di «parco nazionale» funziona come un cartellone pubblicitario, e i cartelloni portano traffico.

Chiricahua, nel sud-est dell'Arizona, è diventato il 20 ottobre il 64º parco nazionale degli Stati Uniti, quando Donald Trump ha firmato la legge che trasforma l'ex monumento nazionale. Come riporta Le Figaro, è il quarto dell'Arizona, dopo il Grand Canyon, la Foresta Pietrificata e Saguaro. Il sito era già protetto, fin dal 1924. I suoi confini e le sue tutele restano gli stessi, e la legge non prevede alcun finanziamento dedicato.

Il paesaggio è la vera notizia

Dimentica il numero 64. Il motivo per andarci è il «Wonderland of Rocks» (il paese delle meraviglie di roccia): quasi 49 km² di colonne di riolite e blocchi in equilibrio, lasciati da un'eruzione vulcanica di circa 27 milioni di anni fa e scolpiti da allora dall'erosione. Il National Park Service parla di imponenti pinnacoli di riolite e di rocce in equilibrio modellate da forze vulcaniche. A noi sembra una foresta di pietra che qualcuno ha dimenticato di finire.

È anche un posto facile da amare. Una strada panoramica asfaltata di 13 chilometri sale tra querce, cipressi e pini fino al belvedere di Massai Point, con una vista a 360 gradi. Per chi ama camminare ci sono circa 27 chilometri di sentieri, e a Bonita Canyon c'è un campeggio, su prenotazione, sotto cieli bui. A nostro avviso, è il tipo di parco adatto a chi pensa di non avere il tempo né l'allenamento per un grande viaggio in un parco nazionale. È il suo fascino, e forse è anche ciò che lo rende vulnerabile.

Uno status senza budget è una promessa a credito

Ecco la nostra preoccupazione. Secondo i dati del National Park Service citati da Le Figaro, Chiricahua ha registrato 70.406 visite nel 2025. È un parco tranquillo. Non è stata fornita alcuna previsione numerica di aumento delle presenze, e l'agenzia dice che terrà sotto controllo parcheggi, campeggio e le aree di Massai Point ed Echo Canyon.

Controllare è sensato, ma non è un piano. L'ambizione dichiarata è turistica: mettere sulla mappa un angolo poco conosciuto dell'Ovest americano e sostenere l'economia locale. È un obiettivo legittimo. Ma un'ondata di visitatori, se arriverà, metterebbe alla prova proprio i luoghi che l'agenzia dice di voler sorvegliare: il parcheggio, il campeggio e il belvedere in fondo alla strada panoramica. Dentro il parco non c'è nemmeno modo di mangiare. Le opzioni per cenare sono fuori, per esempio a Willcox, a circa 60 chilometri.

Pensiamo che il probabile fallimento non sarà clamoroso. Sarà uno scivolamento lento: parcheggi pieni già a metà mattina, personale stremato, sentieri erosi e visitatori che se ne vanno delusi. Yosemite, che un video collegato all'articolo di Le Figaro descrive sopraffatto da folle e code, mostra dove può portare quella strada. Chiricahua è lontanissimo da lì, e la mossa intelligente è agire finché è così.

Che cosa dovrebbero fare adesso l'Arizona e Washington

Se l'etichetta va celebrata, deve arrivare con dei compiti a casa. A nostro parere, contano soprattutto tre cose. Primo, i ranger: più personale sul campo a Massai Point ed Echo Canyon, dove la pressione si farà probabilmente sentire per prima. Secondo, l'accesso: una gestione chiara dei parcheggi e un sistema di prenotazione per i momenti di maggiore affluenza, pensati prima del problema e non dopo. Terzo, i servizi locali: un sostegno a Willcox e alle attività vicine, perché i visitatori abbiano un posto dove mangiare e dormire e la promessa economica raggiunga davvero la comunità. Nulla di tutto questo è garantito dalla legge così come è stata riportata, quindi spetta all'agenzia e allo stato decidere.

Il nostro verdetto

Vai, ma vai con attenzione. Considera Chiricahua un invito a rallentare, non una voce da spuntare come numero 64. Prenota il campeggio, porta cibo e acqua, arriva presto o resta fino a tardi per la luce sulle rocce e non uscire dai sentieri. Il parco è al suo meglio adesso, prima delle folle, e il modo migliore per mantenerlo così è che i responsabili finanzino l'accoglienza prima dell'arrivo degli ospiti.

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